Logo Marchesi di Barolo

English version >

Marchesi di Barolo - Cantina in Barolo

Il commendator
Emilio Pietro Abbona

Il commendator Emilio Pietro Abbona nasce a Barolo nel 1877, terzo di ben nove fratelli e sorelle, e fin dalla prima infanzia si impegna nella conduzione dell'azienda paterna, la Cavalier Felice Abbona & Figli.

Grazie alle sue capacità e alla fortuna di poter disporre di "Tenute di vigneti propri situati sopra la collina Cannubio e su altre primarie di Barolo" (come recita un documento del 1914), la ditta paterna si era già conquistato molte onorificenze sulle piazze europee, prima ancora di poter disporre delle cantine marchionali: le medaglie d'oro alle Esposizioni Mondiali di Vienna del 1873, di Torino del 1884, di Parigi del 1901 e di Bruxelles del 1910.

Ma è a partire dagli anni Trenta che il Barolo degli Abbona, con l'etichetta della "Società Anonima Vini Classici del Piemonte" - e con l'aggiunta di quel "già Opera Pia" che nobilitava di storia e araldica la cantina - consegue il prestigio internazionale, come testimoniano le lettere-ordine dell'epoca, provenienti dalle Legazioni d'Italia di Helsinki e Bagdad, per sostituire sulla tavola "i soliti vini francesi". O della società londinese Williams Standring che, nel febbraio 1934, chiedeva la quotazione dell'entusiasmante Barolo servito a bordo della motonave Rex e, per meglio individuarlo, citava i due castelli, di Barolo e di Serralunga, che comparivano sull'etichetta.

Personaggio sagace e contadino autentico, Pietro Emilio fu coadiuvato, nell'azienda, dalle sorelle Marina e Celestina, quest'ultima abile addetta alle pubbliche relazioni ante litteram e oculata responsabile del libro contabile, come testimoniano i suoi frenetici scarabocchi di prezzi, vergati sulle lettere di ordinazione e ritoccati due o tre volte.

Frequentato nel 1949 da Paolo Monelli, che nel suo resoconto su La Nuova Stampa del 29 aprile sceglie immagini felici nel paragonare il lavoro di un enologo a quello di un artista (e non esita a tirare in ballo Morandi), il settantaseienne commendator Abbona fu visitato da Ernesto Caballo per la Gazzetta Sera nel 1954, per quel viaggio alla scoperta delle specialità della Langa: "... un autodidatta della propria arte, a cui non sono necessari assaggi, consultazioni per giudicare le virtù di un vino; gli basta fiutarne di lontano l'aroma, osservarne il colore". Rimane, come ennesimo riconoscimento a quel vino - oltre alle medaglie, alle benemerenze, agli articoli sui quotidiani - l'amichevole lettera che Luigi Carnacina, principe degli chef italiani, indirizzò nel 1962 al "caro" commendatore: "Il fascinoso Barolo 1953 ha avuto il mio elogio di vino imbattibile!".

E ancora: "Ho scritto un articolo sui cibi e vini che sarà pubblicato dall'Accademia della Cucina Italiana, ed ho descritto questo fascinoso vino dei Marchesi di Barolo come il miglior vino italiano! E dico il vero".

Emilio Pietro Abbona si spegne nel 1966 e tre anni dopo lo raggiungerà l'inseparabile sorella Celestina. Celibe uno e nubile l'altra, non ebbero nemmeno l'ingombro di una vita coniugale a distrarli dalla loro missione.

Tratto da:
Atlante delle Vigne di Langa - I grandi Cru del Barolo e Barbaresco
Slow Food editore. Settembre 2000.

 

Cantine dei Marchesi di Barolo S.p.a.
Sede legale: Via Alba, 12 - 12060 Barolo (CN) - ITALY
Indirizzo per le visite: Via Roma, 1 (Cantina storica) - 12060 Barolo
Telefono: +39.0173.56.44.00 - Fax: +39.0173.56.44.44
C.F. e P.IVA 00169530045 - Note legali
info@marchesibarolo.com

Powered by Blulab